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quinta-feira, 25 de abril de 2013

La Parola Imprigionata

Illustration for the Blog:  Il Canto Delle Sirene
(Italy)






XHEVAHIR SPAHIU

LA PAROLA

Hanno detto alla parola: ora sei libera
ma la parola non aveva forza per dire: non mi serve.
A cosa serve
se non ho parlato quando serviva?
Sono rimasta priva d’ali,
sono rimasta senza cielo,
sono una vita priva di sogno,
sono un sogno privo di vita.
Hanno detto alla parola: sei libera.
Difficile, ha detto la parola, quanto difficile
credere d’essere liberi;

dopo aver mangiato le proprie sillabe,
dopo essere rimasti stroncati
anche la libertà diviene prigione.
Hanno detto alla parola: la libertà vive.
La parola disse:
sono come Costantino che dopo la morte ancor viaggia.
Hanno detto alla parola: tu sei la libertà.
Per capire ciò serve ben poco
lei pensò,
lei parlò,
ma al posto dei suoni
ne uscì sangue.

(Traduzione di Anila Resuli)





Xhevahir Spahiu (Malind, 1945) è un poeta albanese che ha vissuto sulla propria pelle l’incarcerazione della parola: nel 1973 il regime comunista ravvisò nella poesia Jetë un richiamo a frasi di Jean-Paul Sartre, scrittore francese proscritto dallo stato. A Spahiu costò il divieto di pubblicare per due anni e, naturalmente, l’ostilità ottusa del regime di Enver Hoxha. Quando, nel 1979, riuscì a pubblicare un’altra raccolta, questa venne ritirata pochi giorni dopo la vendita perché giudicata “malsana”. Un’atmosfera alla Grande Fratello di orwelliana memoria quella nella quale i regimi oltre la cortina di ferro costringevano i loro cittadini a vivere – anche in Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Jugoslavia, Germania Orientale, Bulgaria, Romania, e ovviamente in Unione Sovietica. Questa di Spahiu è una delle tante testimonianze di come la libertà di parola e di pensiero venisse sistematicamente calpestata in quei paesi in nome di un ideale poi dissolto dalla Storia.



LA FRASE DEL GIORNO
Battersi per difendere la libertà di pensiero (o tout court la libertà) del nostro prossimo, è il cardine di ogni etica individuale o di un gruppo, la conditio sine qua non di una società che aspiri a differenziarsi da quella degli sparvieri.
MARIA LUISA SPAZIANI, La Fiera Letteraria, Aprile 1973






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